BPCO: le cause, i sintomi, le terapie

La BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una malattia polmonare non completamente reversibile, dal decorso lento e progressivo che quindi, in mancanza di una terapia adeguata, tende a peggiorare nel corso del tempo. La BPCO è al sesto posto fra le malattie croniche in Italia ed è responsabile di circa il 50% dei casi di morte per patologie respiratorie.

I sintomi: come riconoscere la malattia

La BPCO ostruisce le vie respiratorie, rendendo difficoltosa la respirazione: i flusso d’aria è ridotto, causando una serie di sintomi, che tendono a peggiorare lentamente. Fra questi:

  • tosse cronica ed espettorato con grande quantità di catarro
  • dispnea e mancanza di fiato mentre si compiono sforzi fisici anche modesti come ad esempio camminare
  • senso di costrizione al torace.

Cause della malattia

Le cause della malattia sono da rintracciare nella lunga esposizione a sostanze irritanti che danneggiano i bronchi: tra queste, il fattore di rischio più importante è costituito da fumo di tabacco. A scatenare i sintomi contribuiscono però anche fumo passivo, polveri ambientali, agenti chimici (vapori, irritanti e fumi), e inquinamento domestico causato da combustibile utilizzato ad esempio per cucinare o riscaldare in ambienti mal ventilati.

 

La diagnosi della BPCO

Al presentarsi dei sintomi, la spirometria è il metodo migliore per effettuare una diagnosi. Viene eseguita presso strutture sanitarie specializzate e permette di misurare la Capacità Vitale Forzata (FVC) e il Volume Espiratorio Forzato nel primo secondo (VEMS). Nel programmare la terapia, è fondamentale definire il livello della gravità (a rischio, lieve, moderata o grave), determinato in base all’anomalia della spirometria, e verificare la presenza o meno di altre malattie polmonari, come asma e tubercolosi.

La cura

Non esiste una vera e propria cura per la BPCO, ma esistono comunque dei trattamenti terapeutici che aiutano a migliorare sensibilmente i sintomi della malattia e rendere più lento il suo progredire. E’ essenziale, in ogni caso, cambiare stile di vita, smettendo ad esempio di fumare. I farmaci più utilizzati sono i broncodilatatori, che rilassano i muscoli intorno ai bronchi, rendendo più facile la respirazione. Il medico può prescrivere anche degli steroidi inalatori, che in genere vengono impiegati per un periodo che va da 6 settimane a 3 mesi. Esistono anche dei trattamenti non farmacologici di riabilitazione respiratoria, che prevedono un programma di esercizi, un training che aiuta a gestire meglio il disturbo e una consulenza psicologica. A volte, quando i livelli di ossigeno nel sangue sono molto bassi, si rende necessaria l’ossigenoterapia. E’ importante inoltre sottoporsi annualmente al vaccino antinfluenzale, dal momento che proprio l’influenza può causare delle gravi complicazioni alla malattia.

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