Riabilitazione pediatrica ai tempi del Covid. Dai ragazzi dell’IRCCS San Raffaele il monito a guardare sempre avanti. Anche in maschera

Hanno dovuto da un giorno all’altro stravolgere il tradizionale setting assistenziale ospedaliero e insegnare ai piccoli pazienti che si può sorridere anche con gli occhi. «Subito dopo l’inizio del lockdown» ha spiegato la dr.ssa Claudia Condoluci, Responsabile del reparto di Riabilitazione Pediatrica e delle Disabilità dello Sviluppo dell'IRCCS San Raffaele di Roma, «abbiamo dovuto rapidamente cambiare la nostra modalità di lavoro cercando allo stesso tempo di non alterare il processo terapeutico dei nostri ospiti in un momento così difficile per tutti». I bambini e i ragazzi ricoverati nel periodo dell’emergenza covid, nel corso degli incontri psicologici susseguitisi, hanno espresso in modo diverso i loro vissuti, le loro emozioni e i pensieri relativi alla pandemia e al conseguente isolamento che ha generato. «Nonostante la fase di separazione dai propri cari, conseguenza della dovuta interruzione delle visite in struttura di parenti ed amici», ha raccontato la Condoluci, «i ragazzi, dopo un primo momento di smarrimento, hanno continuato i loro percorsi riabilitativi con impegno e dedizione dimostrando di sapersi adattare e reagire senza perdere la loro creatività». I loro scritti e disegni sono stati raccolti su cartelloni diventati il palcoscenico di una teatro virtuale nel quale sono diventati attori delle loro stesse emozioni. Sulle quali, guidati dagli operatori, si sono confrontati tra loro condividendo riflessioni e impressioni. Fil rouge dei loro racconti la tanto discussa mascherina. Quella che “ma perché dobbiamo tutto mascherarci con questa cosa così brutta?” diventata poi “la mia è la più bella, non c’è dubbio”.

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