“Punto a capo, un po’ di spazio”: la riabilitazione che arricchisce l’anima

“Punto a capo, un po’ di spazio”, è questo il lascito del Prof. Giorgio Albertini, promotore e fondatore del Dipartimento di Riabilitazione Pediatrica dell’IRCCS San Raffaele Roma, che dopo anni dalla sua scomparsa continua a essere rievocato nei ricordi dei piccoli pazienti dell’Istituto e dalle famiglie che li accompagnano nel loro percorso riabilitativo.


È il caso di Vito e della mamma Katia, che queste parole se le ricorda bene, tanto da volersi tatuare il simbolo del reparto pediatrico dell’IRCCS divenuto per lei una seconda casa. Vito infatti ha iniziato il suo percorso di riabilitazione ormai da quasi sette anni, ad accompagnarlo la mamma: “i medici mi avevano rassegnato al fatto che mio figlio non avrebbe mai camminato ma non mi sono arresa, mi sono rivolta al San Raffaele Roma e la tenacia è stata ricompensata con notevoli progressi in questi ultimi anni. Vito oggi riesce a poggiare finalmente i piedini a terra e io non posso che essere grata alle persone che mi rendono felice in questi istanti di tempo, dalla Dott.ssa Condoluci alla Caposala Gina, tutti gli infermieri e i terapisti che sono diventati per noi una grande famiglia”.


In un percorso riabilitativo, soprattutto quello che vede impegnati bambini con disabilità dello sviluppo, competenza e professionalità devono necessariamente convivere con l’umanità dei rapporti, nutrendosi di sincerità e semplicità che arricchiscono la terapia. La riabilitazione portata avanti dall’IRCCS San Raffaele infatti viene costantemente motivata, “un bambino sereno, che vede un genitore sereno e coglie un’atmosfera positiva di fiducia nei sui confronti, otterrà sicuramente dei risultati migliori”, afferma la Dott.ssa Claudia Condoluci, Responsabile del Reparto di Riabilitazione Pediatrica e delle Disabilità dello Sviluppo dell'Istituto romano. “Come mi ha sempre insegnato il prof. Albertini, ogni bambino è diverso dall’altro e i bambini con disabilità lo sono ancora di più. Dobbiamo quindi accompagnarli nel percorso riabilitativo, stimolandoli e spronandoli, cercando sempre di ottenere il loro sorriso e la loro collaborazione e permettendo loro di sviluppare tutto il loro potenziale. Si tratta di remare nella stessa direzione, insieme ai bambini e i loro genitori, alleati numero uno in questo gioco di squadra, senza porsi mai limiti”, conclude la Dott.ssa.

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